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Arte e finanza: come uscire dalla crisi grazie alla cultura

“Arte e finanza” è un testo di Emmanuele Emanuele che spiega in maniera lucida e convincente perché e come si potrebbe uscire dalla crisi passando dal capitalismo economico al capitalismo culturale.

Titolo: Arte e Finanza

 

Cos’è: Non si esce dalla crisi adottando la politica dei tagli lineari, preoccupandosi solo di ridurre il debito pubblico senza investire sulla produzione e sulla creatività. La cultura potrebbe essere davvero una delle chiavi di volta affinché l’Italia superi lo stallo economico e sociale nel quale si è impantanata e l’autore di questo interessante volume, Emmanuele Emanuele, lo spiega con chiarezza e lucidità. Si tratta di un testo intelligente, indirizzato agli imprenditori della cultura, a coloro che vogliono investire nel bello e nell’artistico per far sì che il nostro Paese possa tornare ad essere

d’esempio per il resto del mondo. Nell’attesa che, magari, anche la nostra classe politica se ne renda conto.Si tratta di un testo intelligente, indirizzato agli imprenditori della cultura, a coloro che vogliono investire nel bello e nell’artistico per far sì che il nostro Paese possa tornare ad essere d’esempio per il resto del mondo. Nell’attesa che, magari, anche la nostra classe politica se ne renda conto.

 

Com’è: Il libro parte da un’Introduzione che illumina con precisione sulle cause della crisi economica che ha colpito e continua a scuotere l’Europa e non solo. L’autore indica, quindi, le soluzioni per sovvertire lo status quo, una della quali è proprio il rilancio, la valorizzazione, lo sviluppo del nostro patrimonio artistico, culturale e paesaggistico. Segue un primo capitolo che spiega la connessione, non sempre lampante, tra cultura e valore economico che da essa può scaturire. Poi si passa a sezioni più tecniche, riguardanti la finanza aziendale e la sua connessione al mondo dell’arte, la gestione di un’impresa culturale con delucidazioni su budget, bilancio e contabilità, le fonti di finanziamento che possono essere più adeguate per un’impresa culturale,il mercato dell’arte e le sue caratteristiche. L’ultimo capitolo, infine, è dedicato all’esposizione di un possibile progetto volto a finanziare istituzioni museali con l’ausilio di compagnie assicuratrici: l’Arts & Events Development Project.

 

Pro: Il testo è estremamente interessante non solo per trarne consigli su come creare, gestire e finanziare un’impresa culturale, ma anche per avere le idee più chiare sui processi economici che hanno interessato gli ultimi anni e che sono ancora in corso.

Contro: Nonostante la chiarezza nell’esposizione, il testo potrebbe risultare in certe parti ostico a chi non ha almeno un’infarinatura di economia.


Segni particolari: Sapete perché i governi sono oggi ostaggio delle banche? “Nel 2010… le transazioni di beni e servizi in tutto il mondo ammontavano a 63mila miliardi di dollari, 87 mila miliardi di dollari è invece il volume di azioni e obbligazioni scambiato, 601 mila miliardi di dollari è l’ammontare nozionale dei derivati e 955 mila miliardi di dollari è il volume delle transazioni valutarie. Sono numeri che rendono l’idea dell’incredibile castello di carte costruito sopra l’economia reale di chi realizza e produce beni e servizi per la comunità…”. Per uscire da questa bolla finanziaria costruita su fantasmi finanziari, si potrebbe passare dal capitalismo economico, al “capitalismo culturale”, che si affida alla cultura per generare valore sociale ed economico e propone un nuovo modello di gestione dei beni culturali, maggiormente orientato al profitto e al rapporto col pubblico.


Consigliato a: I futuri o attuali imprenditori della cultura.

 

Info utili: “Arte e finanza” di Emmanuele Emanuele, ESI 2012, 31 euro.

 

Silvana Calcagno

 

PUBBLICATO SU TAFTER IL 10/12/2013