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Misteri in esposizione: fatti strani dai musei di tutto il mondo

I musei, da Manchester a Napoli, da Torino agli States, si confermano scenario di leggende ed enigmi, palcoscenico di stranezze ed eccentricità, suscitando la curiosità dei loro visitatori.

Mummie e totem, anatemi, fatti strani, leggende misteriose e tesori nascosti in deposito, tutti i musei del mondo forse riservano qualche segreto, piccolo o grande, da celare con cura agli occhi dei loro visitatori. Poi accade, però, che il segreto in qualche modo si svela, viene fuori e i riflettori per un po’ rimangono puntati addosso a quel museo. Suggestioni? Fandonie? Mezze verità? Retaggi reali di un passato di riti e maledizioni? Chi lo sa. Quel che  è certo è che, ogni tanto, qualcosa di bizzarro in un museo accade.

 

I recenti fatti successi al museo dell’Università di Manchester, ad esempio, hanno riaperto il

capitolo mai chiuso dei “misteri museali”. Una statuetta egizia di 4000 anni fa, da un po’ di tempo a questa parte, in certi momenti gradisce cambiare visuale, girandosi di 180 gradi.
Non sono servite le spiegazioni di un fisico a far rientrare nella normalità l’episodio: secondo Brian Cox sarebbero i passi dei visitatori, con le loro vibrazioni, a causare il movimento della statua. Questa, però, in ottant’anni non aveva mai deciso di cambiare, ogni tanto, posizione.

 

Qualche tempo fa, anche al museo archeologico di Napoli pare che si aggirassero degli spiriti che, misteriosamente, spostavano secchi di acqua e li svuotavano, o rompevano reperti preziosi, sotto gli occhi stupefatti degli operai che lavoravano lì. Persino una foto è stata scattata alle dispettose presenze evanescenti che avevano le sembianze di una bambina. Il mistero di Napoli si dice, poi, che sia stato spiegato e giustificato con l’utilizzo di un’app “crea fantasmi”, ma questa è un’altra storia.

 

Scende molto più in profondità, invece, la tradizione di stranezze ed enigmi che riguarda il museo egizio di Torino, nonché l’intera città sabauda. Sono stati registrati più volte episodi di malori e svenimenti di visitatori o scolaresche in seguito alla visita della collezione egizia. E secondo alcuni, potrebbe non essere un caso se proprio a Torino si trovi il museo di reperti provenienti dall’Egitto più grande del mondo, secondo solo a quello del Cairo. La religione egizia, infatti, è strettamente legata all’occulto, al culto dei morti e dell’aldilà, un regno dei morti il più delle volte ostile, per affrontare il quale il defunto deve proteggersi ed equipaggiarsi. E proprio a Torino si troverebbe la Porta dell’Inferno, indicata da una freccia rivolta verso il basso, sulla facciata del Duomo. Si narrano anche leggende misteriose riguardanti il Santo Graal o grotteschi mostri che popolano i sotterranei della città, tenuti a bada dai religiosi.

 

Anche fuori dall’Europa, i musei nascondono più di un aneddoto intrigante per i loro ospiti. Il museo di Alcatraz è già di per sé un luogo inquietante, prigione dei più terrificanti criminali della storia. Immaginate, quindi, di partecipare ad una delle visite notturne lì organizzate e sarà facile immaginare perché la gente crede di sentire e vedere (o sente e vede davvero, chissà?) voci, ombre e presenze. D’altra parte cinquant’anni fa tre detenuti sono riusciti ad evadere da quell’inferno di sbarre, ma di loro non sono mai stati ritrovati i corpi, né vivi, né morti, costituendo uno dei casi irrisolti più clamorosi nella storia giudiziaria americana.

 

Meritano una menzione a parte, infine, quei musei che si definiscono “strani” per la natura della loro stessa collezione, decisamente a metà tra il macabro e il kitsch. In una carrellata di stranezze si possono visitare, ad esempio, il museo dei capelli a Kansas City, il museo dei pupazzi da ventriloquo a New Haven, il Mütter Museum di Philadelphia che raccoglie impressionanti reperti anatomici, il Glore Psychiatric Museum in Missouri, che documenta con precisione l’era della lobotomia e dell’elettroshock.

 

Con tutti questi eventi inspiegabili ed eccentricità intriganti, chi oserà più affermare che i musei sono noiosi? 

 

Silvana Calcagno

 

PUBBLICATO SUL TAFTER IL 25/06/2013