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Nati con la cultura: il primo passaporto culturale dei bambini 

“Nati con la cultura”, è un progetto pensato e promosso dalla Fondazione Medicina a Misura di Donna e da Palazzo Madama di Torino con ha lo scopo di educare all’arte fin dai primi anni di vita, portando le famiglie a diretto contatto con le istituzioni culturali.

“Tutti i bambini sono degli artisti nati. Il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi”. Questa celebre frase di Pablo Picasso testimonia come l’arte sia qualcosa di connaturato nell’uomo, un elemento imprescindibile della sua natura, che però va coltivato e incentivato.

 

Nasce da questo presupposto il progetto “Nati con la cultura”, pensato e promosso dalla Fondazione Medicina a Misura di Donna e da Palazzo Madama di Torino. Tutti i nati presso l’Ospedale Sant’Anna di Torino, il più grande ospedale ostetrico-ginecologico d’Europa, ricevono, al momento delle dimissioni, il Passaporto culturale del neonato, che darà al bambino e alla sua famiglia la possibilità di accedere gratuitamente al museo di Palazzo Madama, per un anno 

intero. In questo modo si agisce per portare le famiglie a contatto con le istituzioni culturali e per educare all’arte fin dai primi anni di vita, quelli più fecondi per l’apprendimento. Si stimola, inoltre, il legame dei cittadini, anche quelli più piccoli, con il patrimonio culturale e artistico del territorio, il senso di identità e di appartenenza, la familiarità con un luogo essenziale per la formazione e l’educazione, ma spesso estraneo, come il museo.

 

Le famiglie che partecipano all’iniziativa possono scegliere un'opera o un luogo all’interno del museo e scattare una fotografia che potranno, poi, stampare e applicare al passaporto a ricordo della visita. Non può mancare il risvolto social del progetto, che prevede la condivisione delle fotografie sulle piattaforme social del museo con l'hashtag #naticonlacultura.

 

Lo scopo finale è, infatti, quello di diffondere questa iniziativa in tutti i luoghi di cultura d’Italia e d’Europa. “Nati con la cultura” è stato già adottato da Lecce, Siena e Brescia e ci si auspica che diventi un progetto europeo. Rispecchia, infatti, le direttive della strategia 2014-2020 dell’Unione Europea che vuole affidare alla cultura un ruolo trasversale di primo piano.

Non a caso, recenti studi provenienti dai paesi scandinavi, dall’Italia e dagli States, hanno attestato come sia importante e benefico il legamo tra arte e benessere fisico e mentale. Non più solo il reddito o l’occupazione, ma anche le attività culturali, gli hobbies creativi, le passioni artistiche determinano il benessere degli individui e riducono per il 35% il rischio di morte e per il 40% il rischio di demenza.  

 

“Nati con la cultura” è, infatti, solo un passo verso il “recupero delle radici umanistiche della scienza medica”. È il tassello, fondamentale, di un quadro più ampio che riguarda pazienti, medici, operatori e cittadini per trasformare gli ospedali e le cure mediche da grigi a colorati: sia la qualità dell’ambiente in cui avviene la degenza, sia la partecipazioni ad attività culturali durante le cure, influiscono positivamente sul processo di guarigione, sull’umore e sulla capacità di reagire e rispondere in maniera attiva alla malattia. Trasformare, allora, le pareti di un ospedale da grigie a verdi, ad esempio, non è più un semplice gesto estetico, ma un contributo effettivo al benessere dei pazienti. Così come pensare di poter dipingere, fare un corso di danza o ascoltare della musica, proprio mentre si è pazienti di un ospedale.

 

Il confine tra cultura scientifica e cultura umanistica, quindi, si assottiglia sempre più fino a scomparire. Inizia un percorso affascinante e produttivo che si conclude con un maggiore benessere fisico e intellettivo per l’intera società e comincia proprio al momento della nascita. 

 

Silvana Calcagno

PUBBLICATO SU TAFTER IL 15/10/2014