SENZATETTO A ROMA: IL PRIMO CENSIMENTO PER CAPIRE COME VIVONO

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Quanti sono i senza dimora che vivono a Roma? Chi sono? Di cosa hanno bisogno? Sarebbe possibile reintegrarli nella società? Parte da questi interrogativi l’iniziativa promossa dalla Fondazione Rodolfo De Benedetti, in collaborazione con il Comune di Roma, RacCONTAMI 2014. Si tratta del primo censimento che riguarda i senza dimora della Capitale.

Nonostante il fenomeno dei senza tetto sia in crescita, sono, infatti, scarsi e frammentari i dati che lo riguardano. L’ultima indagine dell’Istat è stata pubblicata nel 2012 e si è basata sulle persone senza dimora che tra novembre e dicembre 2011 hanno utilizzato almeno un servizio di mensa o accoglienza notturna in 158 comuni italiani. La stima è stata di 47.648 persone senza dimora, con un margine di precisione del risultato del 95%.

 

Il censimento della Fondazione De Benedetti è stato già svolto due volte a Milano, nel 2008 e nel 2013, e una volta a Torino, nel 2010, e cerca di offrire un’analisi più approfondita  del fenomeno. Per il censimento romano, che si è svolto nelle notti del 17, 18 e 19 marzo, sono stati coinvolti circa 1200 volontari e 400 associazioni di volontariato. Durante la notte del 17 marzo è stata effettuato il conteggio dei senza dimora, considerando anche coloro che alloggiano nei dormitori e chi dorme in macchina, in baracche o rifugi di fortuna. Il 18 e il 19 marzo, sulla base dei dati reperiti dal conteggio, sono stati sottoposti i questionari, sia nei dormitori sia per strada. Le 30 pagine di domande hanno lo scopo di capire lo stato di salute e le condizioni mentali e psicofisiche dei clochard, individuare le motivazioni della loro condizione, determinare la loro volontà e possibilità di tornare a lavorare. 

 

I volontari che hanno partecipato al progetto sono stati per lo più privati cittadini, tra i 16 e i 75 anni, ai quali è stata dedicata una serata di formazione. Hanno percorso in macchina o a piedi tutte le strade di Roma, incontrando e ascoltando storie diverse, sempre in qualche modo toccanti. C’è la storia di una signora eritrea, laureata, rifugiata politica, che passa la giornata tra un ufficio e un altro a cercare lavoro. La storia del filippino che per racimolare qualche spicciolo vende il pesce al mercato. Guai a chiedere l’elemosina! Ha più di 60 anni, ma tra gli acciacchi indica solo un po’ di catarro che lui stesso associa al troppo bere – fuori, la notte, fa freddo, e un goccetto di whiskey coi connazionali è impossibile rifiutarlo. Ci sono anche italiani, come la signora di Bari che ha perso marito e lavoro e adesso sogna di nuovo una casa.

 

Sempre i dati Istat del 2012, contavano a Roma 7.872 persone senza dimora. Il censimento di RacCONTAMI 2014 servirà a aggiornare questi dati, a capire le condizioni di vita di chi non ha una casa, ad analizzare scientificamente il fenomeno della marginalità estrema, a confrontare questi dati con quelli di altri operatori e di altre città, con lo scopo finale di migliorare servizi, interventi e azioni, per arginare un fenomeno quotidianamente sotto gli occhi di tutti, ma spesso ignorato.

 

Silvana Calcagno

 

Pubblicato su WEST-INFO.EU - mar. 2014